Sicurezza, Iacopetti: Siamo a rischio disordini sociali

Sicurezza, Iacopetti: Siamo a rischio disordini sociali

Da Machiavelli ad Hobbes, fino alle moderne teorie politiche basate sul decisionismo, si tende a sottolineare come esista un rapporto tra protezione e obbedienza che lega governati e governanti. Quando l’autorità è costituita, il rapporto si legge in direzione dall’alto verso il basso, ovvero l’autorità si pone in condizione di offrire protezione in cambio dell’obbedienza. Al contrario, nello stato di natura, sono gli individui ad offrire la loro obbedienza in cambio di protezione. Quale che sia il contenuto di questa “protezione”, preme osservare che esistono varie tipologie che si possono offrire: dalla sicurezza economica a quella sociale, protezione giuridica contro eventuali torti, contro nemici esterni e quant’altro.” – Il Segretario locale del Carroccio continua – “ci troviamo dinanzi ad una situazione che ormai è sfuggita al controllo di chi governa e amministra. Non soltanto sul piano urbanistico i cittadini si sono auto organizzati in comitati per proteggere le loro abitazioni da scelte politiche scellerate, disconoscendo nei fatti l’operato dell’amministrazione che la stragrande maggioranza di loro ha votato. Anche sul piano della sicurezza e della lotta al degrado si stanno formando comitati pubblici in varie zone della città, da San Carlo a Ortola. Senza nulla togliere agli stessi promotori dei comitati, ricordo soltanto che il fatto di definirsi “apolitici e apartitici” li pone in una condizione ambigua: essendo la sicurezza un fatto eminentemente politico, frutto di scelte politiche (stesso discorso vale per il regolamento urbanistico), è chiaro e palese che questi cittadini riuniti in comitati stiano cercando di contrastare politicamente le decisioni politiche dell’amministrazione in tema di sicurezza pubblica. Per sottolineare il carattere politico del tema della sicurezza pubblica, ricordo che la stessa Unione Europea pone al centro della propria azione la “sicurezza”, in quei famosi “tre pilastri” che proprio l’UE sta disconoscendo in maniera informale attraverso un’azione politica deficitaria su temi quali la lotta all’immigrazione clandestina e sul fronte estero, verso l’ISIS. Nel nostro Comune, per colpa dei Governi che si sono succeduti da Monti a Renzi, è venuta meno già da parecchio tempo la sicurezza economica: si pensi ai pensionati e agli esodati della Fornero, nonché al tasso di disoccupazione crescente che l’attuale governo spera di abbattere col Jobs Act. Oltretutto nel nostro territorio, siamo arrivati al punto da aver bisogno di protezione perfino contro la natura, per colpa di un passato nel quale la politica locale s’è sempre disinteressata alla prevenzione e alla messa in sicurezza di zone a rischio idrogeologico, oltre ad aver favorito costruzioni in luoghi inadatti al cemento,chiudendo due occhi su alcuni abusi edilizi. Poco importa se qui a Massa il rischio maggiore è rappresentato da ladruncoli, rapinatori seriali, gang locali e straniere e non da miliziani dell’Isis: l’asticella dell’equilibrio s’è spostata, rovinando a terra. In molti comuni a noi vicini, grandi e piccoli, s’è preso atto che la situazione è sfuggita di mano, e gli amministratori locali, in accordo col Prefetto e la Questura hanno convenuto fosse necessario richiedere l’inserimento nella lista delle città all’interno dell’operazione “strade sicure”, che prevede l’invio di militari dell’esercito a presidiare le zone a rischio, coadiuvando le forze dell’ordine locali. Nella speranza che anche l’amministrazione massese ne prenda atto, e si allontani dalla retorica cattocomunista che in questo momento rappresenta ideali quanto più lontani dai bisogni reali della collettività, e che i cittadini “apolitici e apartitici” si rendano conto che finché governerà un certo tipo di “nuova democrazia cristiana di sinistra”, le cose non potranno certo andare nella direzione giusta, la Lega Nord ricorda che i suoi referenti sono attivi sul territorio per rispondere ad ogni segnalazione.”