Lega Nord ed Anpi – Fra guerra e liberazione

Lega Nord ed Anpi – Fra guerra e liberazione

Ieri, giovedì, nella sede della Lega Nord, in piazza Aranci, in un clima di grande rispetto reciproco si è svolta la conferenza ‘Fra Guerra e Liberazione’, organizzata dalla segreteria comunale del Carroccio in collaborazione con il coordinamento provinciale dell’Anpi. Tra i numerosi partecipanti, anche Gianni Bianchi, noto imprenditore massese, appassionato di aeronautica militare e studioso di periodi storici e di eroi di guerra, che con un lungo lavoro di ricerca e grande pazienza ha saputo far emergere dall’oblio. Bianchi ha messo a disposizione dei presenti le sue numerose pubblicazioni sulla seconda guerra mondiale e sui personaggi locali che hanno dato un valoroso contributo alla Liberazione.

Ad ascoltare i relatori, il coordinatore provinciale dell’Anpi Nino Ianni e lo storico Massimo Michelucci, a un certo punto è comparso anche l’esponente dei Carc Marco Lenzoni, visibilmente spiazzato e contrariato per l’apertura dimostrata dall’associazione dei partigiani al nostro movimento. Molte le domande, incentrate soprattutto sulla fase della ‘guerra civile’, che ha insanguinato l’Italia dopo il 25 aprile, riportata alla luce e ben documentata dal giornalista e scrittore Giampaolo Pansa. Puntuali le risposte da parte degli ospiti, che tuttavia non hanno chiarito fino in fondo il motivo per cui Pansa è stato osannato dall’Anpi finché ha scritto dei vincitori, per poi essere aspramente criticato quando ha ‘osato’ affrontare il tema dei vinti.

Il segretario provinciale Federico Meanti e il segretario comunale Andrea Barabotti ringraziano l’Anpi, che ha dato prova di intelligenza accettando un confronto su argomenti che a distanza di 65 anni infiammano ancora gli animi di uno sparuto gruppo di estremisti, messi ai margini dalla stessa associazione alla quale troppe volte, forzando la mano, si richiamano per giustificare le loro posizioni insensate. La Lega, «movimento democratico che sa ascoltare», come ha sottolineato lo stesso Nino Ianni, rivendica il diritto di festeggiare il 25 aprile, una festa che, come è emerso nel corso del dibattito, non appartiene solo alle forze di sinistra.