Il PD ammette: “siamo abituati ai concorsi fasulli…”

Il PD ammette: “siamo abituati ai concorsi fasulli…”

AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

OSVALDO ANGELI

 

e p.c. ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

DI MASSA

 

                                                                                               INTERROGAZIONE

Oggetto: Concorso per 4 posti da dirigente dell’area tecnica della Provincia di Massa-Carrara

 

Stabilito che consiglieri di opposizione, ma anche di maggioranza hanno più volte sollecitato l’Amministrazione Provinciale affinché si potesse discutere sulle problematiche inerenti le politiche del personale dell’ente, e che a fronte di una richiesta bipartisan finalizzata alla convocazione di un consiglio specifico era stato concordato con il Presidente della Provincia e con il Dirigente al personale, che si sarebbe potuto trattare l’argomento istituendo una commissione per il tempo necessario atto a svolgere le indagini conoscitive del caso. (Purtroppo è da oltre un anno e mezzo che stiamo aspettando…)

Premesso che è opinione diffusa che le assunzioni e/o la gestione del personale nelle Pubbliche Amministrazioni invece di rispondere alle reali esigenze dell’ente e di promuovere la professionalità e la capacità dei dipendenti o aspiranti tali, lega la carriera e le assunzioni quasi esclusivamente alla contiguità che le persone in oggetto avrebbero con una certa parte politica, e gli interessi che questa rappresenta. Le normative e la trasparenza sarebbero soddisfatte nella forma, ma non nella sostanza, con la presunzione che probabilmente niente possa impedire il raggiungimento degli scopi prefissati. Quanto sopra esposto parrebbe essere suffragato dalle dichiarazioni di un consigliere provinciale del PD, il quale durante la seduta consiliare del 21/12/2010 ha dichiarato che “siamo abituati ai concorsi truccati…”, inoltre, in riferimento al concorso in oggetto ha specificato che “questo è un concorso trasparente… chi non è stato ammesso all’orale non era preparato…”, ha anche affermato che egli sarebbe stato in grado di rispondere ai quiz!!! Pertanto gli accertati o dichiarati casi di corruzione nei concorsi pubblici, oltre a generare discriminazioni e a ledere la dignità dell’individuo, sarebbero volti a selezionare non i migliori o i più meritevoli, determinando di conseguenza una classe di lavoratori demotivata; la maggior parte di essi infatti non avrebbe scelto il lavoro in base alle loro capacità, ma in base ai posti che il “sistema” ha reso disponibile. Questa politica del lavoro asservita a logiche clientelari e assistenzialistiche ha come risultato la perdita di orgoglio di tutte le categorie dei lavoratori.

Ma veniamo al casus bellis.

Al concorso in oggetto hanno partecipato 38 funzionari provenienti dai più svariati enti e 36 di questi sono risultati incapaci di svolgere decentemente i temi proposti.

Dei tre dirigenti dell’Amministrazione Provinciale apuana che hanno partecipato al concorso solo uno è risultato idoneo ed è stato ammesso all’orale. Questo significa che i due rimasti fuori non erano adeguati all’incarico svolto fino ad oggi? Eppure risulterebbe che abbiano operato bene per molto tempo. La bocciatura non sarà per caso una manovra per arrivare a risparmiare sul personale?

E’ normale che ad un concorso per posti di vertice di una Amministrazione, che dovrebbero avere un elevato contenuto di managerialità, una prova consista in 16 domande simil rischiatutto su tutto lo scibile tecnico di competenza della Provincia? E’ normale che in un simile contesto, dove i candidati hanno almeno una ventina di anni di vita professionale alle spalle, il curriculum non conti niente?

Come mai entrambi i candidati presentatisi alla procedura di mobilità sono stati respinti? La procedura sopraccitata è stata adeguatamente pubblicizzata?

Le domande suddette impongono anche alcune riflessioni di carattere generale, ovvero, quale azienda con una minima volontà di sopravvivenza sceglierebbe il proprio management con simili sistemi?
Perché i concorsi per ricercatore nell’Università o CNR si svolgono attraverso la presentazione del proprio curriculum ed un colloquio e quelli per dirigente di PA invece si svolgono a mo’ di rischiatutto? Mi sembra che la ricerca in Italia, pur con tutti i suoi limiti e difetti fornisca prestazioni migliori della cosiddetta burocrazia.

Concludo domandando se i Paesi e le realtà territoriali evolute scelgono la propria classe dirigente (ed i dipendenti tutti) come lo facciamo noi, oppure adottino altri sistemi e quali siano i risultati. I nostri li conosciamo benissimo.

In attesa di risposta scritta porgo cordiali saluti.

CESARE MICHELONI

CAPOGRUPPO LEGA NORD